Atterraggio morbido: cominciamo a tessere il paracadute a Vernio

Vernio 7 novembre 2010

Domenica 7 novembre, una giornata uggiosissima: pioggia intermittente e persistente nebbiolina con una temperatura consona alla stagione. Insomma pieno autunno, un autunno di quelli veri, nel quale, quando arriva la domenica ti consenti quel dolce piacere di rimanere sotto le coperte a sentire la pioggia che batte sul vetro della finestra e te ne sbatti del mondo. Stai lì, a poltrire in un dormiveglia semicosciente e proprio non ti viene nessun pensiero. Te ne stai lì sereno, nel tepore del tuo letto sbadigliando e stiracchiando le gambe: al diavolo le magagne del lavoro, la spesa di ieri al supermercato che la verdura non sa di niente ma che è bella a vedersi, e i venti euro di benzina che finiscono sempre prima (eh già,perché il pieno costa troppo!), e allora i prezzi che aumentano e lo stipendio che non basta mai e… il futuro dei nostri ragazzi? Ma sì: saranno problemi loro, io il mio l’ho fatto e già sto facendo troppo. Meglio rigirarsi nel letto, tanto qualcuno ci penserà prima o poi.

Sì qualcuno ci sta già pensando, quelli che arrivano puntuali oggi all’ex Meucci a questa iniziativa organizzata dalla Rete di ValBisenzio in Transizione: si prevedeva una trentina di persone e ne sono arrivate quasi settanta. Quelli che si chiedono, curiosi, che cavolo sarà questo “transition talk”. Quelli che – mah, mi hanno detto che si parlerà della crisi del petrolio, anzi del picco del petrolio e del cambiamento climatico. Quelli che ne vogliono sapere di più, anche perché la TV non ne parla: – qui c’è uno che se ne intende, dice che è il vice presidente di Transition Italia, un certo Cristiano Bottone… mah vediamo se davvero si attacca bottone.

Altro che bottone si attacca, qui al Meucci, si scuce, si taglia e si ricuce… il tutto per preparare un guardaroba al quale non siamo certo avvezzi! Insomma tutto il nostro modo di stare tranquilli a poltrire al calduccio viene disturbato da verità che fino ad ora non ci erano state rivelate. Ma il fatto è che dal picco del petrolio, sì dalla fine del petrolio, si passa a quello dei metalli a quello dei minerali a quello del cibo e dell’acqua, fino a quello della salute!! E quel Cristiano lì ce le racconta col sorriso queste catastrofi, ma che ci sarà da sorridere!!!

Infatti c’è poco da stare allegri ma c’è anche molto che si può fare per affrontare un cambiamento che, lo si voglia o no, è già in atto. Ecco l’Atterraggio Morbido! A questo si intendeva arrivare! Infatti nel secondo round, ecco che Cristiano ci illustra come possiamo organizzare la comunità dove viviamo, ci porta esempi concreti e già funzionanti (e scopriamo questa volta che non siamo molto indietro rispetto ad altri Paesi) di come si può vivere, anzi si dovrebbe vivere, in una situazione di decrescita felice, in una situazione di sviluppo sostenibile e di riscoperta del grande valore della comunità locale, valore sociale, valore economico, valore etico. Insomma ci stiamo attrezzando per cucire molti paracadute e abbiamo scoperto che siamo in tanti, determinati ed ottimisti.

Abbiamo fatto bene ad uscire dalle coltri e cominciare a pensare che il cambiamento parte da noi stessi, per primi, e quindi dalla comunità dove viviamo: senza aspettare che le soluzioni siano date dall’alto e uguali per tutti. Qualcuno sta lavorando per questo e i risultati già si vedono concretamente: gruppi di acquisto solidali (g.a.s.), orti condivisi, istituzione di moneta locale (Scec) biodelizia e nuovi criteri abitativi (co-housing) ed ecovillaggi, banche della memoria (per ri-apprendere modi di vivere di vecchie generazioni). E tante altre iniziative, idee, progetti sono in cantiere a tutti i livelli: inoltre abbiamo constatato che molte pubbliche amministrazioni si stanno attrezzando: in questo senso apprezziamo che la Regione Toscana abbia stilato un vero e proprio Manifesto della Sostenibilità “nel vivere, abitare, produrre, commerciare e consumare”. Insomma noi, dell’Atterraggio Morbido” siamo ottimisti, consapevoli certo, ma prima di tutto ottimisti, nonostante l’”autunno”.

Giuseppe Campanale per SestoCielo


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Una Risposta to “Atterraggio morbido: cominciamo a tessere il paracadute a Vernio”

  1. glaucodona Says:

    Sorbole quanta gente 😀

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